Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Recensioni’ Category

Ieri sera presso i Magazzini Generali di Milano, per la prima volta in Italia, si è esibito uno dei più apprezzati e popolari artisti della scena musicale giapponese: Miyavi.

Per la data italiana del Neo Tokyo Samurai Black World Tour 2009/10, i fan si sono accalcati presso l’area del concerto sin dalle prime luci dell’alba. Alcuni pare anche da alcuni giorni.

Sicuramente la fama delle sue affollatissime performance in giro per l’Europa, ha fatto in modo che la gente fosse comunque organizzata per lunghe ore d’attesa davanti ai cancelli del locale.

E’ stato comunque emozionante vedere così tanta gente. I biglietti erano sold-out anche al botteghino, ma qualcuno sperava ancora di trovare qualche biglietto tramite bagarinaggio. (altro…)

Annunci

Read Full Post »

The Marrow of a BoneDir en grey: The Marrow of a Bone

Firewall Div. / SMEJ – 2007

01 – Conceived Sorrow
02 – Lie Buried with a Vengeance
03 – The Fatal Believer
04 – Agitated Screams of Maggots
05 – Grief
06 – Ryoujoku no Ame
07 – Disabled Complexes
08 – Rotting Root
09 – Namamekashiki Ansoku, Tamerai ni Hohoemi
10 – The Pledge
11 – Repetition of Hatred
12 – The Deeper Vileness
13 – Clever Sleazoid

Nel 2007 viene alla luce un nuovo lavoro dei Dir en grey e presentato internazionalmente grazie ad una cordata di etichette discografiche Europee ed Americane proprio come per il disco precedente.

L’album The Marrow of a Bone cavalca l’onda del successo che il gruppo ha ottenuto, non senza alcun sacrificio, grazie a Withering to Death. Il gruppo ha dovuto abbandonare in parte quello che li rendeva unici nel loro genere, per entrare nel mercato discografico americano, trasformando le loro sonorità in una sorta di metalcore/hardcore. Questo cambiamento si intravedeva già con l’album precedente ed influenzando poi anche parte dei lavori successivi, come si può notare con il singolo Clever Sleazoid, per culminare infine in questo lavoro.

The Marrow of a Bone inizia con la lenta e cupa Conceived Sorrow. Una canzone che trasmette una profonda malinconia grazie anche alla brillante linea d’accompagnamento di piano e basso. La voce piena di dolore è un crescendo d’emozioni sino al ritornello da cuore infranto. Sicuramente uno strano brano per aprire un cd.

Si passa poi dal dolore alla rabbia con Lie buried with a Vengeance – Traccia 2 – che si apre con un pesantissimo riff di chitarre e dalle urla di Kyo prima che tutto il gruppo si impegni a fondo.

The Fatal Beliver – Traccia 3 – sembra la continuazione del brano precedente. Lo stacco tra un pezzo e l’altro è così ridotto che sembra quasi un cambio tempo in levare. Un notevole breakdown di Toshiya impreziosisce il lato melodico della canzone.

Keita KurosakaSuccessivamente troviamo la traccia titolo del terzo singolo che ha anticipato l’album. Agitated screams of Maggots – Traccia 4 – è il classico esempio di sonorità dei Dir en grey. Un brano di maniacale offensività immotivata il cui ritornello recita, con ripetute urla, “I’ll rape your daughter on your grave!!!”. Particolare il video d’animazione di questo brano realizzato da Keita Kurosaka, e presentato all’International Film Festival Rotterdam del 2007.

Un’altra canzone folle è Grief – Traccia 5. Un brano dove la voce di Kyo viene messa in gioco notevolmente con toni ed acuti. Interessante il breve interludio tribale.

Ryoujoku no Ame – Traccia 6 – è stata presentata come secondo singolo nel luglio del 2006. Una versione live compare anche nel CD Family Values Tour 2006. Riff accattivanti e campionature distorte fanno da sfondo alla voce pulita del cantante che diventa urla di disperazione sul finale.

Un’intro funky introduce Disabled Complexes – Traccia 7 – che si rivela poi essere un’altro brano in cui le urla fanno da padrone ma resa dolce con ritornelli melodici.

Rotting Root – Traccia 8 – è una canzone strana. Le chitarre tracciano una melodia che ricorda molto gli Slayer ai tempi di Reign in Blood. Un brano che a può risultare inquietante.

Dopo quasi un’ora di pezzi movimentati, una breve pausa melodica. Namamekashiki ansoku, tamerai ni hohoemi – Traccia 9 – propone una bella ballad in classico stile Dir en grey. Un pezzo in cui emozioni dolci ed amare si mescolano per dare un partiolare gusto melodico e lirico.

Sullo stile è The Pledge – Traccia 10. Musicalmente più aggressiva ma che rende molto bene in coda al brano precedente.

Repetition of Hatred – Traccia 11 – riporta il gruppo ai suoni metal, alle distorsioni ed alle urla. Con la traccia seguente – The Deeper Vileness – forse rappresenta il punto di meno interese. Probabilmente, entrambe le canzoni, rendono meglio durante un’esecuzione dal vivo grazie anche alla partecipazione del pubblico che viene attivamente coinvolto dall’energia dei brani.

In chiusura troviamo il primo singolo presentato per The Marrow of a Bone. Clever Sleazoid – Traccia 13 – viene pubblicata per la prima volta verso la fine del 2005. Forse l’idea di metterla in chiusura dell’album non è stata la scelta migliore poichè cattura troppo l’ascoltatore che si trova poi a fine cd.

Limited EditionDi questo lavoro ne esiste una Edizione Limitata che, oltre a presentare una nuova incisione dei brani Clever Sleazoid e Ryoujoku no Ame, si accompagna con un secondo CD di brani Unplugged. Vengono riproposti, in queto modo, le tracce più melodiche dell’album: Namamekashiki Ansoku, Tamerai ni Hohoemi – resa al massimo con solo un pianoforte; Conceived Sorrow – con un arrangiamento di campionature elettroniche; The Pledge – eseguita alla chitarra acustica.

Da notare è la campagna promozionale dell’album che è stata affidata in parte ad Internet. Sul sito Dir en grey – Official Promotional Website si potevano trovare alcuni brevi video ed audio samples prima della pubblicazione dell’album. Poco dopo la pubblicazione, invece, sul sito della Freewill, si può accedere ad una sezione speciale solo immettendo la password presente nel booklet dell’edizione giapponese.

Per gli amanti del dato tecnico si ricorda che la della Warcon Records contiene degli errori nel booklet. La stessa casa discografica ha annunciato il disguido e la realizzazione di una correzione ed una distribuzione a chi già possiede il prodotto( Warcon reprint statement). Attualmente le copie in commercio dovrebbero già essere quelle rivedute (un logo visibile sulla confezione evita l’incauto acquisto).

Per concludere, visto il cambio di stile per il Mercato Americano, non si può dare un giudizio oggettivo su The Marrow of a Bone. Può piacere, come no. E’ ancora presto per dire se è solo un fattore commerciale o se è un passo definitivo per i Dir en grey. Di sicuro si attende il prossimo lavoro con curiosità ed un po’ di scetticismo.

Read Full Post »

Withering to DeathDir en grey: Withering to Death
Firewall Div. / SMEJ (JP) – 2005

01 – Merciless Cult
02 – C
03 – SAKU
04 – KODOKU NI SHISU, YUENI KODOKU
05 – ITOSHISA HA FUHAI NITSUKI
06 – Jesus Christ R’n R
07 – GARBAGE
08 – Machiavellism
09 – dead tree
10 – THE FINAL
11 – Beautiful Dirt
12 – Spilled Milk
13 – HIGEKI HA MABUTA WO OROSHITA
14 – KODOU

L’album Withering to Death dei Dir en grey è il primo lavoro del gruppo a venir pubblicato al di fuori del territorio nipponico. Uscito in Giappone il 9 Marzo 2005, viene successivamente distribuito in Europa ( 11 Novembre 2005) ed infine in America ( 16 Maggio 2006). Negli USA, sempre nel 2006, la band si esibisce in alcuni concerti in Texas, New York e Los Angeles. Questo porta la visibilità dei Dir en grey alle stelle.

Family Values Tour 2006L’album si apre con la canzone Merciless Cult. Una traccia breve ma che da il via molto agevolmente all’ascolto. Sicuramente i giochi vocali di Kyo avranno lasciato interdetti i neofiti all’estero. Fortunatamente questo brano permette una rapida visione delle capacità canore e strumentali dei Diru (come solitamente viene soprannominata la band). Una versione live di questa canzone è presente sul CD del Family Values Tour 2006.

C – Traccia 2 – è un bel pezzo tra il melodico ed l’hard rock. Un bel ritornello melodico impreziosisce la canzone creando un netto distacco con parte delle strofe caratterizzate da chitarre distorte.

Per quanto riguarda il brano successivo ~Saku~ – Traccia 3 – ci sono alcune cose da dire. Innanzitutto questa canzone dà il titolo al secondo singolo promozionale di questo album. Nel 2006 è stato votato come miglior video dell’anno trasmesso su MTV2 nel programma Headbanger’s Ball. Riff potenti e growl fanno di questa canzone un tipico esempio delle sonorità dei Dir en grey più cattivi anche se musicalmente è molto semplice.

Kodoku ni shisu, Yueni kodoku – Traccia 4 – è una canzone che inizia in modo leggerissimo con rei buoni riff di chitarra in supporto di una voce molto pulita di Kyo. Si potrebbe quasi definire pop-rock. Ma la strofa iniziale inganna l’ascoltatore. Il ritornello è molto più metal grazie anche alle urla che sostituiscono la linea vocale. Particolare e musicalmente piacevole.

Molto simile alla traccia precedente è Itoshisa ha Fuhai ni Tsuki – Traccia 5 – ma senza sorprese di cambi tempo o vocali. Una semplicissima traccia pop-rock molto orecchiabile e dolce.

Decisamente interessante per il genere proposto è la traccia 6 – Jesus Christ R’N’R. Un rock poppeggiante e scoppiettante grazie a riff trip-pop. I ritornelli molto puliti con coretti quasi in falsetto si alternano alle brevi urla del cantante che non rovinano però la melodia ed il mood del brano.

Take a Look in the MirrorDa questo punto iniziano le tracce più noise dell’intero album. Forse quelle meno sentite dal gruppo. Garbage ( Traccia 7), Machiavellism (Traccia 8 ), Beautiful Dirt ( Traccia 11) e Spilled Milk ( Traccia 12) sono tutte canzoni molto ripetitive e che fanno tornare alla mente Take a Look in the Mirror dei Korn eccetto per le linee di basso. Anche se ben eseguite le uniche cose che spiccano in questi quattro pezzi sono: il fatto che Garbage è quasi completamente in inglese e l’intro techno di Beautiful Dirt.

All’interno di queste quattro tracce però compaiono due dei migliori pezzi del disco.

Dead Tree – Traccia 9 – è una canzone particolare. Le stofe sembrano una ballad mentre i ritornelli hanno sonorità emo grazie anche alle urla straziate. Un riff puo ricordare una versione distorta di Fire di Jimi Hendrix. Mentre il pezzo in sè può essere riconducibile a Daddy dei Korn ma meglio eseguita, in giapponese e senza pianti. L’argomento proposto dal testo è interessante: le nozze con la ex del migliore amico che è stato piantato il giorno prima del matrimonio.

The Final – Traccia 10 – è stata precedentemente proposta come primo singolo promozionale dell’album. Le chitarre non sono niente di speciale ma sono adatte al sound creato dal basso di Toshiya e dalla batteria durante il ritornello. Un mix tra melodico ed heavy metal.

Dopo queste due tracce si ritorna alla monotonia già analizzata in precedenza. Fortunatamente il disco non si conclude sinchè le ultime due canzoni non sono state eseguite.

Higeki ha Mabuta wo Oroshita – Traccia 13 – è una canzone che si distingue da tutte quelle precedenti. Una canzone eclusivamente melodica molto dolce grazie agli arpeggi di chitarre. Un pezzo soft e melanconico.

L’ultima canzone è Kodou – Traccia 14. Questa canzone è caratterizzato da strofe che ricordano una ballad e da ritornelli più pesanti. Contiene forse il miglior assolo di Die.

The code of Vulgar[ism]Per concludere alcune note sulle varie edizioni straniere. Sia l’edizione Europea che quella Americana contengono un DVD aggiuntivo che presenta vari video. Oltre a Saku ( Ed. USA / UK), Dead tree ( Ed. Tedesca) o Kodou ( Ed. Francese), sono presenti ( in tutte le edizioni) il video di The Final, una video-compilation live di Merciful Cult e Machiavellism oltre che ad un filmato selezionato dal DVD Tour 04 The Code of Vulgar[ism] ( 6 Novembre 2004). Inoltre l’edizione Americana di Withering to Death ha il booklet tradotto.

Un disco sicuramente interessante per le sonorità proposte anche se, talune volte, si discostano notevolmente da quelle dei Dir en grey, probabilmete dovute alla massiccia promozione in America.

Sicuramente Withering to Death ha l’arduo compito di non perdere la schiera di vecchi fan cercando di conquistarne dei nuovi all’estero. Visto però il successo internazionale che la band ora vive, si può dire che sia stato, musicalmente parlando, un passo positivo per i Dir en grey.

Read Full Post »

VulgarDir en grey: Vulgar
Firewall Div. / SMEJ – 2003

01 – Audience KILLER LOOP
02 – THE IIID EMPIRE
03 – INCREASE BLUE
04 – Shokubeni
05 – Sajou no uta
06 – RED…[em]
07 – Asunaki koufuku, koenaki asu
08 – Marmalade chainsaw
09 – Kasumi
10 – R to the core
11 – Drain away
12 – New age culture
13 – Obscure
14 – Child prey
15 – Amber

Questo album venne parzialmente presentato per la prima volta all’ Akasaka Blitz durante una performance live e solo successivamente venne pubblicato. Musicalmente è un prodotto molto curato e ben eseguito e le melodie, come sempre di vario genere, sono molto orecchiabili anche se molto dure alcune volte.

Il disco si apre con Audience killer loop – Traccia 1 – una canzone che unisce sonorità inizialmente elettroniche con suoni tipici giapponesi (una melodia che si può sentire in sottofondo). Improvvisamente le urla di Kyo irrompono con riff di chitarra. L’uso della voce e degli accordi crea un sound avvincente. Alla fine, Kyo urla il titolo della traccia 6.

The IIID Empire – Traccia 2 – è un’altra canzone in cui i suoni distorti di chitarre fanno da corollario alle urla del cantante. Nel ritornello la voce viene distorta per dare un senso di sovrannaturale. Interessante e piacevole il riff di basso nella parte centrale.

Un brano noioso e fin troppo ripetitivo è invece Increase blue – Traccia 3. L’unica peculiarità è la voce “robotizzata” ed alzata di tono che è presente nella parte centrale del brano.

Un pezzo veramente piacevole da tutti i punti di vista è Shokubeni – Traccia 4. Un brano che si può facilmente avvicinare al nu-metal occidentale anche se, a mio parere, molto meglio eseguito. i cambi tempo ed i cambi di voce catturano l’ascoltatore.

Sajou no uta – Traccia 5 – ha sonorità più pop-rock. Un brano pulito dall’inizi alla fine sia a livello strumentale che canoro. Il brano è impreziosito da una bella strofa dove Kyo è accompagnato da un leggero pianoforte e dalla chitarra di Kaoru.

Finalmente si arriva a Red…[em] – Traccia 6 – già anticipata con le urla nella traccia d’apertura. Un brano decisamente hard rock con molte parti dedicate ad assoli vari. Anche in questo brano la voce non è assolutamente sporca o distorta. Si potrebbe quasi dire che la pulizia del suono sia la peculiarità fondamentale dell’intero album.

Asunaki koufuku, koenaki asu – Traccia 7 – è una canzone veloce con suoni distorti in cui la voce fa da padrone. Kyo usa un tono molto piacevole e solo nel breakdown viene distorta ma rendendola quasi alla pari di uno strumento musicale. La voce distorta in questo caso assume un valore puramente musicale molto interessante.

Strofe e ritornelli in stile metal anni 80 caratterizzano Marmelade Chainsaw – Traccia 8. Un poco di elettronica rende ancora più strano questo pezzo che lo è già dì per se dal titolo.

Kasumi – Traccia 9 – è una canzone leggera con sonorità molto particolari tra il distorto ed il tremolo. Questa canzone mostra il lato soft dei Dir en grey.

Suoni punk per R to the core – Traccia 10. Brano breve e di poca rilevanza.

Il brano successivo inizia con una breve intro che ricorda le sonorità new wave degli anni 80 inglesi. Ma è solo un’illusione. Drain away – Traccia 11 – è un brano tra il pop e l’hard-rock con ottimi riff che catturano l’ascoltatore. Un sequencer da alla melodia un retrogusto di elettronica.

New Age Culture – Traccia 12 – un brano metal con riff veloci e pesanti. La voce di Kyo passa dal growl ad una sorta di falsetto e viceversa. Un brano strano e che merita più ascolti.

Average PsychoObscure – Traccia 13 – si può dire che sia entarto nella storia del gruppo grazie ai video. Ne esistono infatti due versioni di cui una censurata (successivamente pubblicata nel DVD Average Psycho) disponibile su YouTube ma BISOGNA REGISTRARSI per poterla vedere. Il tema della canzone è l’aborto. Il sound è quello tipico del gruppo con lievi sfumature dark. Va ascoltata per farsi un’idea di quanto il gruppo possa essere eclettico ed inquietante ma allo stesso tempo coinvolgente e romantico.

La traccai 14 – Child Prey è un brano molto veloce e distorto. Un vero tormentone sono i retro cori del restante della band durante i quali Kyo sussurra “Kissme kill me love me”.

L’ultima canzone Amber – traccia 15 – è un brano che anche se abbastanza distorto lega bene con la voce pulita del cantante. Una buona traccia conclusiva.

Vulgar è un buon album. I Dir en grey continuano a proporre il loro genere (quello che può solo essere etichettato con il nome della band) cercando la sperimentazione e la ricerca di sonorità che trasmettano emozioni e sensazioni al di là del testo canoro. Il gruppo è particolarmente affiatato in questo lavoro, forse anche grazie ai vari Tour che hanno anticipato il disco. Sicuramente il successo dei Dir en grey in Europa, negli anni successivi, si trova anche in questo album.

Read Full Post »

MacabreDir en grey: MACABRE
FIREWALL DIV. – 2000

01 – Deity
02 – Myaku
03 – Riyuu
04 – egnirys cimredopyh – an Injection
05 – Hydra
06 – Hotarubi
07 – [KR]cube
08 – Berry
09 – MACABRE
10 – audrey
11 – Rasetsukoku
12 – Zakuro
13 – Taiyou no Ao

MACABRE è il secondo album dei Dir en grey pubblicato dopo il notevole successo di pubblico del suo predecessore. E’ pubblicato dalla FIREWALL DIV. ma viene distribuito dalla Sony Music Distribution (Japan) Inc.
In questo disco è evidente una netta evoluzione rispetto all’album GAUZE: sia il suono che gli arrangiamenti, veri punti di forza del gruppo, sono migliori.
Sin dalla prima traccia, viene dimostrato l’interesse della band a sonorità d’impatto e d’atmosfera.

Il brano d’apertura, Deity, è veramente adatto ad introdurre l’album. Un potente riff metal di chitarre, insieme ad una stridente voce femminile in sottofondo, accompagna Kyo in una sorta di rielaborazione di uno stralcio tratto dalla Danza Ungherese No. 5 di Brahms. Il brano risultante crea un’atmosfera veramente spettrale.

Myaku – Traccia 2 – è anche stata proposta come singolo. E’ sicuramente una traccia più pesante ma comunque degna di nota. Il cantante sfoggia la sua bravura mentre le chitarre di Kaoru e Die sono molto orecchiabili.

Un brano con sonorità più rock che metal è sicuramente Riyuu – Traccia 3. I riff di chitarra si amalgamano benissimo anche con assoli. Le linee di basso eseguite da Toshy impreziosiscono la canzone.

La Traccia 4 è intitolata egnirys cimredopyh – an Injection – è una canzone nella quale Toshy mostra la sua abilità con il basso creando così un brano molto accattivante.Anche se il titolo a prima vista può sembrare insensato, si noti che, leggendo egnirys cimredopyh da destra a sinistra si ottengono le parole di senso compiuto hypodermic syringe (siringa ipodermica). Ottima atmosfera industrial.

Hydra – Traccia 5 – è un brano molto tirato che alterna sonorità elettroniche con il metal più grezzo. Proprio questi suoni rendono ancora più evidente il repentino cambio che si verifica a metà del pezzo quando, un canto pseudo gregoriano, accompagnato da percussioni elettroniche molto minimaliste, spezza il brano in due parti.

SugizoHotarubi – Traccia 6 – è una canzone molto bella. L’ascoltatore viene trasportato tra un brano di elettro-ambient, contornato da un bellissimo violino (ricorda molto Sugizo dei Luna Sea) e da una eterea voce femminile, e un sound pop. Il titolo può anche essere letto Keika. In entrambi i casi di significato non cambia (Luce di lucciola). Una ballad, la prima dell’album.

Anche la traccia 7, KR Cube, è stata presentata come singolo. A parte la bella linea di basso eseguita da Toshiya all’inizio del brano, questo pezzo non ha nulla di veramente speciale. Un buon hard rock accompagnato da sound elettronico.

Berry – Traccia 8 – parla di una ragazzina che uccide i propri genitori. Con un sound che si potrebbe definire uno ska-punk molto tirato, affrontano un tema non dei più facili e leggeri anche grazie all’inserimento di una sorta di litigio familiare in sottofondo. Non è certo un brano divertente.

Arriviamo poi alla title track Macabre – Traccia 9. E’ il brano più lungo dell’album (circa 10 minuti) ed è composto da un susseguirsi di intricatissimi arrangiamenti con chitarre molto cupe. Un brano molto piacevole che denota la bravura tecnica dei Dir en grey che comunque non eccedono in virtuosismi.

Audrey – Traccia 10 – è un pezzo con un ritmo ska molto accattivante grazie anche ai riff molto melodici, a volte blues, delle chitarre ed alla linea di basso molto essenziale.

Gli amanti del headbanging troveranno sicuramente interessante Rasetsukoku – Traccia 11. Kaoru e Die esibiscono dei riff veramente aggresivi quasi quanto quelli proposti in Hydra. Più che una canzone è un gridato. Un brano che ricorda molto lo stile visual dei primi X Japan.

La seconda ballad presente su questo album è Zakuro – Traccia 12. Molto probabilmente supera in bellezza Hotarubi. Le chitarre di Kaoru e Die creano un suono deliziosamente incantato e misterioso, La batteria di Shinya non è eccessiva ma adeguata all’atmosfera. Il basso di Toshiya e molto scorrevole e delicato. Ma la vera emozione deriva dalla voce di Kyo: molto pulita quasi sino alla fine quando, trasportato dalle emozioni, la voce assottigliandosi si spezza improvvisamente.

Taiyou no Ao – Traccia 13 – conclude l’album. Un brano molto piacevole grazie anche qui alla bravura del gruppo che passa dal rock al pop passando per un bossa nova. Ascoltando questo pezzo non si può non pensare che sia il brano di chiusura dell’album.

Come ci si poteva aspettare MACABRE è un lavoro molto eterogeneo. I Dir en grey perdono in parte il sapore indie che li aveva caratterizzati precedentemente, ma guadagnano in qualità.
Sicuramente un buon “tuffo” dopo un trampolino di lancio come GAUZE.

Read Full Post »

GauzeDir en Grey: GAUZE
Free-Will – 1999

01 – Gauze – Mode of Adam
02 – Schwein no isu
03 – Yurameki
04 – Raison d’etre
05 – 304 Goushitsu, Hakushi no Sakura
06 – Cage
07 – Tsumi to Batsu
08 – Mazohyst of Decadence
09 – Yokan
10 – MAsk
11 – ZAN
12 – Akuro no Oka
13 – Gauze – Mode of Eve

GAUZE è un album meravigliosodal punto di vista tecnico. Il rapido successo della band si deve trovare anche nella qualità del lavoro che non lascia nulla al caso. Un orecchio attento può notare subito il lavoro accurato di arrangiamento di Yoshiki Hayashi, già compositore ed arrangiatore nonchè membro degli X Japan, che ha notato le potenzialità dei Dir en grey sin dall’inizio della loro storia musicale.

L’album denota al meglio l’ecletticità del gruppo contenedo più stili musicali al suo interno quasi come se, i Dir en grey, volessero far vedere di che cosa sono capaci. Durante l’ascolto si può facilmente vedere la direzione che la band sta prendendo e che in alcuni punti anticipa musicalmente i lavori successivi.

Descrivere ogni singola traccia non è una cosa semplice. Si finirebbe per dire una cosa e dover rettificare l’affermazione pochi secondi dopo. E’ un album estremamente eterogeneo anche a livello di ogni singola traccia. Ascoltandolo l’intero album si riesce ad apprezzare appieno la realizzazione artistico musicale di GAUZE. E’ un lavoro che può lasciare senza parole!

Non per questo non si possono segnalare alcune tracce che spiccano rispetto alle altre. Cage – Traccia 6 – con la sua intro di carillon ed il rapido cambio tempo ci riporta con la memoria ai tempi delle ballads degli X Japan. Mazohyst of Decadence – Traccia 8 – è una delle canzoni più famose della band ed è caratterizzata da toni cupi. A fare da contrapposizione a quest’ultimo brano, Yokan – Traccia 9 – ha un ritmo più pop-rock abbellito da ottimi riff ed assoli di chitarra. Oppure la brutalità e l’inquietudine che può derivare dall’ascolto di Zan – Traccia 11 .

Ci sono poi da segnalare alcune peculiarità tipiche del linguaggio dei Dir en grey.

Solitamente usano giochi di parole e doppi sensi nelle canzoni. Alcuni possono trovare la cosa difficile da capire poichè i testi sono quasi esclusivamente in giapponese. Ma osservando bene anche il package si possono notare delle chicche!!

Ad esempio sul back cover il titolo della traccia 7 viene stampato in modo diverso: Mitsu to Tsuba (miele e saliva) anzichè Tsumi to Batsu (crimine e punizione) semplicemente invertendo le sillabe di ogni Kanji dando così un’altro senso alla canzone. Oppure basti pensare all’assonanza tra Mazohyst e Masochist nella traccia 8.

Musicalmente l’album non può essere schedato in un genere preciso, bisogna solo ascoltarlo e farsi trasportare tra gli innumerevoli cambi di tempo e sonorità tra il rock, il metal e l’elettronico. Certamente una sonorità poco affine a quelle che gli occidentali sono abituati ad ascoltare ma che va sicuramente ascoltato non solo dagli appassionati di jrock o cultura giapponese.

Read Full Post »

Parlare di Nana – The Movie sicuramente non è una cosa semplice poiché basato su una serie di fumetti che anche in Italia ha riscosso un successo tra i più giovani tanto da renderlo quasi materia di culto. Occorre quindi partire dall’inizio della storia.

250px-NANA vol1Nel 2000, compare per la prima volta sulle pagine di Cookie edito dalla Sheisha, nota casa editrice di manga (fumetti giapponesi), il lavoro dal titolo Nana di Ai Yazawa.

Questa autrice concentra l’attenzione della sua linea narrativa sulle giovani ragazze e sulle loro relazioni sentimentali, in modo tale che le lettrici possono identificarsi. Anche per questo motivo, dà molta importanza alla moda contemporanea e crea spesso situazioni in cui evidenziare la contrapposizione di carattere fra personaggi tradizionali e ribelli.
Tra i suoi lavori più famosi possiamo ricordare anche Paradise Kiss e Princess Ai.

Il fumetto Nana ottiene quindi un successo impressionante tanto da venir tradotto in america per la Vizs Media e diventare una serie televisiva animata (anime) per la Madhouse Studio sotto la regia di Morio Asaka, già noto per lavori come Captorcard Sakura e Yawara!.

imageAnna Tsuchiaya (Modella, Attrice, Cantante), da ricordare per la partecipazione nel ruolo di Ichigo in Shimotsuma Monogatari (Kamikaze Girls), compone parte della colonna sonora del serial televisivo con il nome di Anna Tsuchiya Inspi’BLACKSTONE ispirandosi a Nana Osaki (una delle oliviaprotagoniste) ed ad uno dei due gruppi musicali che fanno parte della storia.Olivia Inspi’REIRA invece sarà il progetto portato avanti dalla famosa cantante Olivia Lufkin che prenderà parte anch’essa alla realizzazione della colona sonora dell’anime prendendo spunto dalla band TRAPNEST (l’altra band musicale presente nel fumetto).

nana movie 2005 japanDopo il successo dell’omonimo fumetto e serie televisiva animata, nel settembre del 2005 viene prodotto per la TBS il lungometraggio. Il lavoro della mangaka Ai Yazawa, vede così il suo più celebre lavoro venir prodotto in versione cinematografica.
Il cast del film viene accuratamente selezionato dal regista Kentaro Otani.

La cantante Mika Nakashima ricopre perfettamente il ruolo di Nana Osaki (cantante rock del gruppo BLACKSTONES 000BLACKSTONE) ottenendo, grazie alla sua interpretazione, il successo sulla scena musicale nipponica con il suo primo singolo Glamorous Sky ( che compare anche nella colonna sonora del film) brano creato con la collaborazione di Hyde (cantante della benda L’Arc-en-Ciel) e della stessa Ai Yazawa che ne scrive il testo. La canzone ottiene il riconoscimento del primo posto nella categoria singles della ORICON Charts.
2006011800103Il ruolo di Nana Komatsu (la classica ragazza che si trasferisce in una grande città per raggiungere il fidanzato) viene invece assegnato all’attrice Aoi Miyazaki che con la sua interpretazione rende perfettamente il personaggio originale.

Da nopain47 tare è anche la partecipazione di Yuna Ito nel ruolo di Reira dei TRAPNEST. Come per la Nakashima, questa troverà il successo sulla scena musicale giapponese grazie alla sua partecipazione al film ed alla colonna sonora. La canzone Endless Story si piazzerà al secondo posto della ORICON Charts.

Il film, si basa sui primi 15 capitoli della storia l’originale comparsa per la prima volta sulle pagine della testata Cookie.

La pellicola presenta la storia di due ragazze che, incontratesi su un treno verso Tokyo, decidono di condividere lo stesso appartamento nella capitale giapponese. Le due protagoniste si chiamano entrambe Nana ed hanno 20 anni.

trapnest 001La prima ragazza, Nana”Hachi” Komatsu, si è trasferita a Tokyo per ricongiungersi con il fidanzato studente universitario e per poter vivere con questo la sua storia d’amore dolce e romantica. E’ un personaggio fragile che fa qualsiasi cosa pur di soddisfare le richieste della persona che ama. Per questo motivo è soprannominata Hachi che è il tipico nome che viene dato ad un cane. E’ una grande fan dei TRAPNEST ed in particolare del bassista Takumi.

La seconda ragazza, Nana Osaki, è una cantante rock che cerca a Tokyo il successo della carriera musicale dopo una delusione sentimentale con Ren, ex membro del suo gruppo ed ora un affermato musicista del gruppo TRAPNEST. Ha un carattere più forte della sua coinquilina anche se però non riesce a dimenticare l’amore perduto.

La storia si sviluppa tra intrecci romantici, concerti rock ed analisi psicologiche dei personaggi. Un classico shojo manga (fumetto per ragazze) condito con storie d’amore e uomini belli e dannati.

Sicuramente un prodotto di notevole qualità e che si differenzia dagli esperimenti precedenti di trasposizione cinematografica di un successo cartaceo come un manga.
Anche chi non conosce la trama o gli eventuali sviluppi si trova come rapito dal susseguirsi delle immagini. Un film scorrevole e piacevole anche grazie alla colonna sonora che cuce i vari passaggi di narrazione. I testi delle canzoni inoltre rendono ancor più evidenti le contrapposizioni e ribaltamenti emotivi tra i personaggi.

Se non vi è ancora capitato di vederlo, merita un’accurata ricerca presso rivenditori e videoteche ben fornite. Se invece siete degli appassionati del fumetto, non ne rimarrete delusi.

Da quest’anno è in commercio anche il sequel – Nana 2 – the movie – con lo stesso cast, la stessa regia ma con il seguito della storia.

Buona visione a tutti.

Read Full Post »

Older Posts »