Dir en grey: Withering to Death
Firewall Div. / SMEJ (JP) – 2005
01 – Merciless Cult
02 – C
03 – SAKU
04 – KODOKU NI SHISU, YUENI KODOKU
05 – ITOSHISA HA FUHAI NITSUKI
06 – Jesus Christ R’n R
07 – GARBAGE
08 – Machiavellism
09 – dead tree
10 – THE FINAL
11 – Beautiful Dirt
12 – Spilled Milk
13 – HIGEKI HA MABUTA WO OROSHITA
14 – KODOU
L’album Withering to Death dei Dir en grey è il primo lavoro del gruppo a venir pubblicato al di fuori del territorio nipponico. Uscito in Giappone il 9 Marzo 2005, viene successivamente distribuito in Europa ( 11 Novembre 2005) ed infine in America ( 16 Maggio 2006). Negli USA, sempre nel 2006, la band si esibisce in alcuni concerti in Texas, New York e Los Angeles. Questo porta la visibilità dei Dir en grey alle stelle.
L’album si apre con la canzone Merciless Cult. Una traccia breve ma che da il via molto agevolmente all’ascolto. Sicuramente i giochi vocali di Kyo avranno lasciato interdetti i neofiti all’estero. Fortunatamente questo brano permette una rapida visione delle capacità canore e strumentali dei Diru (come solitamente viene soprannominata la band). Una versione live di questa canzone è presente sul CD del Family Values Tour 2006.
C – Traccia 2 – è un bel pezzo tra il melodico ed l’hard rock. Un bel ritornello melodico impreziosisce la canzone creando un netto distacco con parte delle strofe caratterizzate da chitarre distorte.
Per quanto riguarda il brano successivo ~Saku~ – Traccia 3 – ci sono alcune cose da dire. Innanzitutto questa canzone dà il titolo al secondo singolo promozionale di questo album. Nel 2006 è stato votato come miglior video dell’anno trasmesso su MTV2 nel programma Headbanger’s Ball. Riff potenti e growl fanno di questa canzone un tipico esempio delle sonorità dei Dir en grey più cattivi anche se musicalmente è molto semplice.
Kodoku ni shisu, Yueni kodoku – Traccia 4 – è una canzone che inizia in modo leggerissimo con rei buoni riff di chitarra in supporto di una voce molto pulita di Kyo. Si potrebbe quasi definire pop-rock. Ma la strofa iniziale inganna l’ascoltatore. Il ritornello è molto più metal grazie anche alle urla che sostituiscono la linea vocale. Particolare e musicalmente piacevole.
Molto simile alla traccia precedente è Itoshisa ha Fuhai ni Tsuki – Traccia 5 – ma senza sorprese di cambi tempo o vocali. Una semplicissima traccia pop-rock molto orecchiabile e dolce.
Decisamente interessante per il genere proposto è la traccia 6 – Jesus Christ R’N'R. Un rock poppeggiante e scoppiettante grazie a riff trip-pop. I ritornelli molto puliti con coretti quasi in falsetto si alternano alle brevi urla del cantante che non rovinano però la melodia ed il mood del brano.
Da questo punto iniziano le tracce più noise dell’intero album. Forse quelle meno sentite dal gruppo. Garbage ( Traccia 7), Machiavellism (Traccia 8 ), Beautiful Dirt ( Traccia 11) e Spilled Milk ( Traccia 12) sono tutte canzoni molto ripetitive e che fanno tornare alla mente Take a Look in the Mirror dei Korn eccetto per le linee di basso. Anche se ben eseguite le uniche cose che spiccano in questi quattro pezzi sono: il fatto che Garbage è quasi completamente in inglese e l’intro techno di Beautiful Dirt.
All’interno di queste quattro tracce però compaiono due dei migliori pezzi del disco.
Dead Tree – Traccia 9 – è una canzone particolare. Le stofe sembrano una ballad mentre i ritornelli hanno sonorità emo grazie anche alle urla straziate. Un riff puo ricordare una versione distorta di Fire di Jimi Hendrix. Mentre il pezzo in sè può essere riconducibile a Daddy dei Korn ma meglio eseguita, in giapponese e senza pianti. L’argomento proposto dal testo è interessante: le nozze con la ex del migliore amico che è stato piantato il giorno prima del matrimonio.
The Final – Traccia 10 – è stata precedentemente proposta come primo singolo promozionale dell’album. Le chitarre non sono niente di speciale ma sono adatte al sound creato dal basso di Toshiya e dalla batteria durante il ritornello. Un mix tra melodico ed heavy metal.
Dopo queste due tracce si ritorna alla monotonia già analizzata in precedenza. Fortunatamente il disco non si conclude sinchè le ultime due canzoni non sono state eseguite.
Higeki ha Mabuta wo Oroshita – Traccia 13 – è una canzone che si distingue da tutte quelle precedenti. Una canzone eclusivamente melodica molto dolce grazie agli arpeggi di chitarre. Un pezzo soft e melanconico.
L’ultima canzone è Kodou – Traccia 14. Questa canzone è caratterizzato da strofe che ricordano una ballad e da ritornelli più pesanti. Contiene forse il miglior assolo di Die.
Per concludere alcune note sulle varie edizioni straniere. Sia l’edizione Europea che quella Americana contengono un DVD aggiuntivo che presenta vari video. Oltre a Saku ( Ed. USA / UK), Dead tree ( Ed. Tedesca) o Kodou ( Ed. Francese), sono presenti ( in tutte le edizioni) il video di The Final, una video-compilation live di Merciful Cult e Machiavellism oltre che ad un filmato selezionato dal DVD Tour 04 The Code of Vulgar[ism] ( 6 Novembre 2004). Inoltre l’edizione Americana di Withering to Death ha il booklet tradotto.
Un disco sicuramente interessante per le sonorità proposte anche se, talune volte, si discostano notevolmente da quelle dei Dir en grey, probabilmete dovute alla massiccia promozione in America.
Sicuramente Withering to Death ha l’arduo compito di non perdere la schiera di vecchi fan cercando di conquistarne dei nuovi all’estero. Visto però il successo internazionale che la band ora vive, si può dire che sia stato, musicalmente parlando, un passo positivo per i Dir en grey.









