Dir en grey: MACABRE
FIREWALL DIV. – 2000
01 – Deity
02 – Myaku
03 – Riyuu
04 – egnirys cimredopyh – an Injection
05 – Hydra
06 – Hotarubi
07 – [KR]cube
08 – Berry
09 – MACABRE
10 – audrey
11 – Rasetsukoku
12 – Zakuro
13 – Taiyou no Ao
MACABRE è il secondo album dei Dir en grey pubblicato dopo il notevole successo di pubblico del suo predecessore. E’ pubblicato dalla FIREWALL DIV. ma viene distribuito dalla Sony Music Distribution (Japan) Inc.
In questo disco è evidente una netta evoluzione rispetto all’album GAUZE: sia il suono che gli arrangiamenti, veri punti di forza del gruppo, sono migliori.
Sin dalla prima traccia, viene dimostrato l’interesse della band a sonorità d’impatto e d’atmosfera.
Il brano d’apertura, Deity, è veramente adatto ad introdurre l’album. Un potente riff metal di chitarre, insieme ad una stridente voce femminile in sottofondo, accompagna Kyo in una sorta di rielaborazione di uno stralcio tratto dalla Danza Ungherese No. 5 di Brahms. Il brano risultante crea un’atmosfera veramente spettrale.
Myaku – Traccia 2 – è anche stata proposta come singolo. E’ sicuramente una traccia più pesante ma comunque degna di nota. Il cantante sfoggia la sua bravura mentre le chitarre di Kaoru e Die sono molto orecchiabili.
Un brano con sonorità più rock che metal è sicuramente Riyuu – Traccia 3. I riff di chitarra si amalgamano benissimo anche con assoli. Le linee di basso eseguite da Toshy impreziosiscono la canzone.
La Traccia 4 è intitolata egnirys cimredopyh – an Injection – è una canzone nella quale Toshy mostra la sua abilità con il basso creando così un brano molto accattivante.Anche se il titolo a prima vista può sembrare insensato, si noti che, leggendo egnirys cimredopyh da destra a sinistra si ottengono le parole di senso compiuto hypodermic syringe (siringa ipodermica). Ottima atmosfera industrial.
Hydra – Traccia 5 – è un brano molto tirato che alterna sonorità elettroniche con il metal più grezzo. Proprio questi suoni rendono ancora più evidente il repentino cambio che si verifica a metà del pezzo quando, un canto pseudo gregoriano, accompagnato da percussioni elettroniche molto minimaliste, spezza il brano in due parti.
Hotarubi – Traccia 6 – è una canzone molto bella. L’ascoltatore viene trasportato tra un brano di elettro-ambient, contornato da un bellissimo violino (ricorda molto Sugizo dei Luna Sea) e da una eterea voce femminile, e un sound pop. Il titolo può anche essere letto Keika. In entrambi i casi di significato non cambia (Luce di lucciola). Una ballad, la prima dell’album.
Anche la traccia 7, KR Cube, è stata presentata come singolo. A parte la bella linea di basso eseguita da Toshiya all’inizio del brano, questo pezzo non ha nulla di veramente speciale. Un buon hard rock accompagnato da sound elettronico.
Berry – Traccia 8 – parla di una ragazzina che uccide i propri genitori. Con un sound che si potrebbe definire uno ska-punk molto tirato, affrontano un tema non dei più facili e leggeri anche grazie all’inserimento di una sorta di litigio familiare in sottofondo. Non è certo un brano divertente.
Arriviamo poi alla title track Macabre – Traccia 9. E’ il brano più lungo dell’album (circa 10 minuti) ed è composto da un susseguirsi di intricatissimi arrangiamenti con chitarre molto cupe. Un brano molto piacevole che denota la bravura tecnica dei Dir en grey che comunque non eccedono in virtuosismi.
Audrey – Traccia 10 – è un pezzo con un ritmo ska molto accattivante grazie anche ai riff molto melodici, a volte blues, delle chitarre ed alla linea di basso molto essenziale.
Gli amanti del headbanging troveranno sicuramente interessante Rasetsukoku – Traccia 11. Kaoru e Die esibiscono dei riff veramente aggresivi quasi quanto quelli proposti in Hydra. Più che una canzone è un gridato. Un brano che ricorda molto lo stile visual dei primi X Japan.
La seconda ballad presente su questo album è Zakuro – Traccia 12. Molto probabilmente supera in bellezza Hotarubi. Le chitarre di Kaoru e Die creano un suono deliziosamente incantato e misterioso, La batteria di Shinya non è eccessiva ma adeguata all’atmosfera. Il basso di Toshiya e molto scorrevole e delicato. Ma la vera emozione deriva dalla voce di Kyo: molto pulita quasi sino alla fine quando, trasportato dalle emozioni, la voce assottigliandosi si spezza improvvisamente.
Taiyou no Ao – Traccia 13 – conclude l’album. Un brano molto piacevole grazie anche qui alla bravura del gruppo che passa dal rock al pop passando per un bossa nova. Ascoltando questo pezzo non si può non pensare che sia il brano di chiusura dell’album.
Come ci si poteva aspettare MACABRE è un lavoro molto eterogeneo. I Dir en grey perdono in parte il sapore indie che li aveva caratterizzati precedentemente, ma guadagnano in qualità.
Sicuramente un buon “tuffo” dopo un trampolino di lancio come GAUZE.









