Dir en Grey: GAUZE
Free-Will – 1999
01 – Gauze – Mode of Adam
02 – Schwein no isu
03 – Yurameki
04 – Raison d’etre
05 – 304 Goushitsu, Hakushi no Sakura
06 – Cage
07 – Tsumi to Batsu
08 – Mazohyst of Decadence
09 – Yokan
10 – MAsk
11 – ZAN
12 – Akuro no Oka
13 – Gauze – Mode of Eve
GAUZE è un album meravigliosodal punto di vista tecnico. Il rapido successo della band si deve trovare anche nella qualità del lavoro che non lascia nulla al caso. Un orecchio attento può notare subito il lavoro accurato di arrangiamento di Yoshiki Hayashi, già compositore ed arrangiatore nonchè membro degli X Japan, che ha notato le potenzialità dei Dir en grey sin dall’inizio della loro storia musicale.
L’album denota al meglio l’ecletticità del gruppo contenedo più stili musicali al suo interno quasi come se, i Dir en grey, volessero far vedere di che cosa sono capaci. Durante l’ascolto si può facilmente vedere la direzione che la band sta prendendo e che in alcuni punti anticipa musicalmente i lavori successivi.
Descrivere ogni singola traccia non è una cosa semplice. Si finirebbe per dire una cosa e dover rettificare l’affermazione pochi secondi dopo. E’ un album estremamente eterogeneo anche a livello di ogni singola traccia. Ascoltandolo l’intero album si riesce ad apprezzare appieno la realizzazione artistico musicale di GAUZE. E’ un lavoro che può lasciare senza parole!
Non per questo non si possono segnalare alcune tracce che spiccano rispetto alle altre. Cage – Traccia 6 – con la sua intro di carillon ed il rapido cambio tempo ci riporta con la memoria ai tempi delle ballads degli X Japan. Mazohyst of Decadence – Traccia 8 – è una delle canzoni più famose della band ed è caratterizzata da toni cupi. A fare da contrapposizione a quest’ultimo brano, Yokan – Traccia 9 – ha un ritmo più pop-rock abbellito da ottimi riff ed assoli di chitarra. Oppure la brutalità e l’inquietudine che può derivare dall’ascolto di Zan – Traccia 11 .
Ci sono poi da segnalare alcune peculiarità tipiche del linguaggio dei Dir en grey.
Solitamente usano giochi di parole e doppi sensi nelle canzoni. Alcuni possono trovare la cosa difficile da capire poichè i testi sono quasi esclusivamente in giapponese. Ma osservando bene anche il package si possono notare delle chicche!!
Ad esempio sul back cover il titolo della traccia 7 viene stampato in modo diverso: Mitsu to Tsuba (miele e saliva) anzichè Tsumi to Batsu (crimine e punizione) semplicemente invertendo le sillabe di ogni Kanji dando così un’altro senso alla canzone. Oppure basti pensare all’assonanza tra Mazohyst e Masochist nella traccia 8.
Musicalmente l’album non può essere schedato in un genere preciso, bisogna solo ascoltarlo e farsi trasportare tra gli innumerevoli cambi di tempo e sonorità tra il rock, il metal e l’elettronico. Certamente una sonorità poco affine a quelle che gli occidentali sono abituati ad ascoltare ma che va sicuramente ascoltato non solo dagli appassionati di jrock o cultura giapponese.









