X Japan: Art of Life
Atlantis Records – 1993
1. Art of Life
Con il successo degli album precedenti, e la produzione da parte della Sony, anche l’Atlantis Record nota il successo che gli X Japan riscuotono in patria. Nel 1993 questa casa discografica produce così il lavoro più famoso della band nipponica: Art of Life.
Un disco particolare che ha impegnato moltissimo Yoshiki (batterista, pianista e compositore della maggior parte dei testi della band) che con quest’opera cerca di trasmettere le emozioni di una vita in musica. Nasce così l’unico brano che compone l’album.
La traccia omonima, della durata approssimativa di 30 minuti, è uno dei migliori connubi tra metal melodico e musica classica che si possa sentire, ed è anche un album tecnicamente buono senza però eccellere in nulla di particolare. Lo scopo del brano è ambizioso: trasmettere tutte quelle emozioni e sensazioni che si possono provare durante una vita intera (felicità, tristezza, solitudine, dolore, paura, disperazione).
L’unica cosa che l’ascoltatore potrebbe non apprezzare di questo lavoro è la parte centrale del brano, un’assolo di ben 7 minuti di pianoforte in cui il suono va piano piano distorcendosi, probabilmente per rappresentare sensazioni come paura e pazzia, malinconia e disperazione. Una cosa però è certa, non si è sicuri che questo non sia proprio l’effetto desiderato dall’autore dimostrandoci così non solo di essere riuscito nel suo intento ma anche di conoscere il pubblico e la propagazione della melodia sulle emozioni umane. La pazzia dell’autore, nel suo momento creativo, diventa noia alle orecchie di chi ascolta. Forse un messaggio subliminale al pubblico di fans prima dello scioglimento del gruppo.
La voce di Toshi rende perfettamente per il tipo di canzone, che tra l’altro è una delle poche canzoni degli X completamente in inglese. Durante la canzone una voce femminile spiega alcune delle emozioni che la musica vuole trasmettere. Anche queto fatto può essere interpretato come il dover spiegare all’ascoltatore il vero senso del brano.
Le chittare sono molto melodiche e tecniche allo stesso tempo, senza però raggiungere i virtuosismi precedentemente eseguiti forse perchè in una canzone di questo tipo non è necessario. La bravura di “hide” dal punto di vista tecnico non ha nulla da invidiare ai migliori musicisti in circolazione.
La batteria è forse la parte migliore della composizione, suonata in modo ottimo e veloce.
L’album ha avuto molto successo, anche se molto diverso da quelli precedentemente realizzati, tanto da diventare un best-seller della band.
Ne esiste anche una versione Live registrata al Tokyo Dome e della durata di 34 minuti circa. In questo concerto, per la prima volta, Toshi si presentò sul palco senza un trucco eccessivo, segno anche questo di mutamenti all’interno della band che successivamente avrebbero portato allo scioglimento del gruppo.









