X Japan: Blue Blood
Extasy Records – 1989
1. World Anthem
2. Blue Blood
3. Week End
4. Easy Fight Rumbling
5. X
6. Endless Rain
7. Kurenai
8. Xclamation
9. Orgasm
10. Celebration
11. Rose of Pain
12. Un-finished
Il 21 Aprile 1989 esce per la Extasy Records il secondo album degli X Japan (all’epoca ancora noti come X). Dopo il successo del loro primo disco Vanishing Vision, pubblicato l’anno precedente, attirano l’attenzione della Sony Records che produrrà i loro lavori successivi.
Il disco si apre con un’intro dal titolo World Anthem – Traccia 1 – abilmente interpretata dalle chitarre di hide e Pata che creano un’atmosfera solenne e maestosa e che introduce la traccia che da il titolo all’album.
Blue Blood – Traccia 2 – entra sullo sfumare delle chitarre del pezzo precedente con uno speed metal molto travolgente, impreziosito dall’abilità canora di Toshi che dimostra così di non essere solo un grande trascinatore di pubblico quando si trova sul palco, ma anche di avere una voce versatile sia per pezzi grintosi che melodici.
A seguire troviamo un classico della band, spesso proposta nei loro concerti, Week End – Traccia 3 – un brano con sonorità hard rock in cui hide esegue un assolo appassionato e tecnico.
Easy Fight Rumbling – Traccia 4 – ricorda decisamente i suoni proposti negli anni 80 e spezzando il ritmo dei brani sin’ora proposti, prepara l’ascoltatore alle vere perle della band.
La band dedica a tutti i fan il loro inno di battaglia. X – Traccia 5 – è una canzone molto dinamica che diventa potentissima quando esguita ai concerti. Toshi e Yoshiki esaltano l’ascoltatore con le loro capacità canore e ritmiche. La chiusura del brano è strumentale con evoluzioni tra piatti e tamburi sino all’inizio del brano successivo.
Chi non conosce il gruppo, a questo punto, si aspetta che i brani migliori siano già stati presentati e che la band ingrani una marcia minore. Bene, non è così. Si passa dalla terza alla quarta con il brano dal titolo Endless Rain – Traccia 6. Seppur cambiando registro e passando ad una ballad gli X colpiscono il loro pubblico con emozioni che, sin dal primo ascolto, commuovono. Il piano è maestralmente dolce e malinconico mentre gli assoli di hide danno i brividi.
A questo punto entra in scena il brano Kurenai – Traccia 7 – ( un milone di copie vendute come singolo proprio come per Endless Rain ) precedentemente presentato su Vanishing Vision in versione Inglese. Qui viene proposta in giapponese e con un arrangiamento differente e tecnicamente migliore. Gli archi introducono un arpeggio triste per poi esplodere in una sorta di duello di bellissimi riff tra hide e Pata sino al ritornello, dove la band lascia la loro firma con un suono melodico, potente e disperato.
Xclamation – Traccia 8 – è un brano strumentale in cui la linea ritmica del basso fa da padrone ed elegantemente attorniato da chitarre e percussioni.
Si ritorna quindi allo speed metal più potente e rabbioso con Orgasm – Traccia 9. Forse questo è il brano più veloce del loro repertorio musicale. Breve ma sicuramente degno di nota.
Celebration – Traccia 10 – alleggerisce nuovamente le melodie del brano precedente proponendo quello che ha le possibilità migliori per venir considerato un brano di easy listening dell’intero album ma che introduce un’altro capolavoro di ecletticità del gruppo.
La passione di Yoshiki per la musica classica trova sfogo in Rose of Pain – Traccia 11 – grazie ad una intro di organo ripresa alla Fuga in Sol Minore di Bach. Un brano in cui riff potenti ed archi trovano un’armonia tutta loro che viene ben equilibrata sia dalla linea vocale che da quella melodica del piano. Non c’è da stupirsi se il tour seguenta all’uscita dell’album prende proprio il nome da questo pezzo.
In conclusione, riappare un brano già presentato nel loro album Vanishin Vision. Viene infatti riproposto Un-finished – Traccia 12 – questa volta però ultimata sia dal punto di vista musicale che da quello lirico.
Blue Blood è un disco che ha ottenuto un posto sicuramente importante nel mondo musicale nipponico. Il fatto che le canzoni siano per la maggior parte in giapponese, anche se talvolta affiancate dall’inglese, può aver sicuramente influenzato la visibilità del gruppo in occidente ma, la qualità del lavoro e dell’esecuzione è certamente delle migliori e va riconosciuto.













